È settembre e sei tornato in ufficio dopo le vacanze. Torni alla tua scrivania, alla tua sedia ergonomica, al posizionamento del PC impostato per non stare curvo in avanti. Fai un respiro profondo e inizi a lavorare. Passano una, due, tre, quattro ore, finché non arrivi a fine giornata. Proprio allora inizi a sentire una sensazione ingravescente alla zona lombare. È come se ci fosse un ragno attaccato alle vertebre che quasi ti morde la schiena. Ti alzi, provi a raddrizzarti e ti blocchi completamente. La schiena è bloccata: colpo della strega, GAME OVER.
Ovviamente succede adesso che tra due giorni ricominciano le scuole e tra due ore devi portare tuo figlio a nuoto. Sei sommerso di responsabilità e il tuo corpo sembra dirti: “Ma forse non era meglio rimanere in vacanza?”. Il primo istinto è quello di chiudere tutto, sdraiarti sul letto e non muoverti più per scappare dagli impegni quotidiani.
Questa situazione si innesca frequentemente nel momento in cui si ha un brusco cambio delle abitudini. È un classico di questo periodo dell’anno, quando si ritorna alla vita normale. Lo shock del rientro dal lavoro si traduce in un segnale preciso: stai già sovraccaricando la struttura.
Il mito del riposo assoluto sul divano o a letto per risolvere il colpo della strega
Il punto è che la soluzione apparentemente più intuitiva – ovvero stare a letto, riposarsi e immobilizzare la zona – è in realtà la cosa peggiore che puoi fare per la tua colonna vertebrale. La schiena è la colonna portante del nostro corpo, ci permette di muoverci nel mondo e, soprattutto, ama la mobilità. Le lunghe ore passate fermo alla scrivania, dopo magari due settimane trascorse in montagna a camminare o al mare a nuotare, portano la colonna in una condizione di estrema immobilità.
Il blocco acuto può avere, in un primo momento, la necessità di farmaci prescritti dal medico di base. I farmaci sono importanti come azione di primo impatto se l’infiammazione è molto alta, ma per tornare a una quotidianità serena è necessaria la fisioterapia. Chi soffre di mal di schiena sa perfettamente che un evento acuto non è quasi mai l’ultimo. Questo accade perché si tratta di una problematica frequente ma spesso trattata male: una volta passata la fase acuta, il paziente, piuttosto che andare all’origine del problema, si tiene il leggero fastidio e continua la sua vita sommerso dagli impegni.
Affrontare la paura del movimento con la fisioterapia
Il fisioterapista interviene per darti la possibilità di affrontare e superare la paura del movimento. Una volta avvertito un dolore così forte, nella testa rimane quasi sempre una vocina che dice: “Se fai questo movimento potresti bloccarti di nuovo”. Scardinare questa difesa ed eliminare questa paura si può fare solamente attraverso un percorso riabilitativo guidato.
Il nostro corpo ha bisogno del movimento per vivere. Pensare di evitare per sempre i pesi o i carichi quotidiani per paura non è una strategia vincente. Un carico diventa un problema reale solo se la struttura è estremamente debole. Rimanere immobili sul divano o a letto non fa altro che peggiorare la situazione di base, rendendo la schiena sempre più debole e vulnerabile a nuovi blocchi.
Se il rientro in ufficio a settembre ti ha bloccato la schiena e ti ritrovi fermo a letto per paura di muoverti, il riposo prolungato non ti aiuterà a risolvere il problema alla radice. Puoi fare una valutazione specialistica della colonna in studio per pianificare il recupero della mobilità. Ricevo a Roma Nord, in zona Montesacro (Via Veglia). Clicca sul pulsante qua sotto.
